giovedì 28 gennaio 2010

Non è un paese per vecchi

I giornali ci sono ricascati: di fronte ad un nuovo episodio di violenza che ha visto per protagonista un ragazzo accoltellare il padre, reo di avergli spento la ps3, eccoci di nuovo qui, noi del mondo videoludico, a doverci difendere di fronte alle nuove infamanti quanto assurde accuse dell'opinione pubblica, riguardanti appunto la violenza presente in questo mondo, il tempo passato alienandoci e il disinteresse totale nei confronti del PEGI, il sistema europeo di valutazione dell'età minima consigliata per giocare un qualsiasi prodotto. Tuttavia, di fronte ad un'accozzaglia di ignoranti in materia, non posso fare altro che scendere in campo a difesa del nostro passatempo preferito: questo infatti, come altri episodi, non scaturisce unicamente dall' grado di coinvolgimento videoludico, quanto più dalla psicolabilità degli individui e dall'incapacità dei genitori di porre un limite adatto concordato con il figlio: fino a quando questo non succederà, tali episodi si ripeteranno, ma io mi rifiuterò di riconoscere colpe ai videogiochi, ai programmatori e a tutte le persone a contatto con il settore; inoltre, guai se la politica tenterà riforme inadatte senza il consulto di esperti in materia: in fondo, che differenza c'è fra ciò, la violenza talvolta più brutale trasmessa al cinema o l'impoverimento culturale trasmesso perennemente in televisione???
Guybrush Frisus

giovedì 21 gennaio 2010

i giochi che costano meno di un caffè


una recente indagine condotta Gameloft da riporta che secondo il 50% dei giocatori l'iPhone e il fratello minore iPod touch possono essere considerati vere e proprie console portatili. La piattaforma di gioco si basa sul vastissimo catalogo dell' App Store, un mondo magico e felice dove i piccoli sviluppatori creano giochi stupidi e immediati dai costi di produzione e vendita irrisori ma dai guadagni sostanziosi. Alcuni tra i titoli più famosi trovano un ulteriore espansione sul telefonino della Mela, è il caso di Metal Gear Solid e Assassin's Creed, inoltre nella struttura creata da Apple ritrovano una seconda giovinezza alcuni classici come Secret of Monkey Island o primissimi episodi di Final Fantasy, recentemente annunciati, oppure un emulatore del leggendario Megadrive. Su iPhone grafica e tecnica non appaiono più un limite al divertimento videoludico, ma piuttosto un merletto di poca importanza, l'unico obiettivo è l'intrattenimento momentaneo durante un viaggio in autobus o in una noiosa sala d'attesa. Accanto ai titoli famosi e alle produzioni indipendenti riappaiono anche vecchi concept riscritti in un linguaggio moderno, da citare Space Invaders Infinite Gene, è stato preso il gioco che ha fatto la storia dei cabinati ed è stato del tutto rivisitato con nuove modalità e ingegnose novità, e come la stessa casa produttrice dichiara "seriamente acclamato". Apple ha da breve festeggiato i 3 miliardi di applicazioni scaricate, un traguardo importante per una piattaforma giovane e inesperta ma che già si impone in un mercato ancora dominato da PSP e Nintendo DS, di cui quasi ci si sta dimenticando
Regghy

venerdì 15 gennaio 2010

N3rd's TUBE

Non avendo postato video per un po' di tempo e volendo mettere in risalto alcuni video molto belli, seppur vecchi ecco scelti per voi:

Video serio
Allora, avevo già postato una versione dello stesso video, ma quella era pià corta e non c'erano sottotitoli in italino e, per questo motivo, ritengo sia opportuno rinfrescarvi la memoria.

Video gaglioffo
Anche qui, un video abbastanza vecchio, ma dall'indiscusso fascino: cosa succederebbe se la tecnologia Natal venisse implementata con Halo? Risate assicurate.
Guybrush Frisus

giovedì 14 gennaio 2010

braccia indolenzite e console razziste, il futuro del gaming casalingo


il campo di gioco della console-war quest'anno si terrà sul terreno del motion controller, una lotta immane si preannuncia tre Natal, Gem e Wiimote (rispettivamente Microsoft, Sony e Nintendo). Per ora il più chiacchierato rimane Natal, una favolosa periferica di gioco sulla quale la casa di Redmond punta molto, tanto che al lancio verrà trattata come un prodotto quasi slegato da Xbox. In effetti le potenzialità sono infinite e ormai ogni persona ha potuto vedere il video dell'allegra famigliola che gioca al videogioco di corse. come tutte le applicazioni innovative ha avuto qualche problema in fase di produzione, pare infatti che la macchina non potesse riconoscere le persone di colore, avesse costi di produzione molto elevati e una scarsa reattività ai comandi. prepariamoci però a un futuro utopico di giochi totalmente immersivi, ma tra tutto questo nella mia ignoranza abissale mi sono posto alcuni quesiti di carattere tecnico, Natal dovrà poter supportare i giochi d'azione per poter preoccupare la concorrenza ma come si può impartire al proprio alter ego virtuale il comando di movimento nella direzione voluta? camminare sul posto non mi sembra una buona soluzione. Nei giochi di sport, prendiamo un PES qualunque, come si potrà intervenire in scivolata sull'avversario senza dover compiere un atto criminale nel mondo reale? e soprattutto come si potrà garantire qualcosa simile alla velocità del controller, che richiede movimenti minimi e garantisce precisione?
il mio più grosso timore è proprio che Natal cada nel baratro dei giochi casual scadendo quindi in un vortice di minigiochi divertenti ma senza anima. Nel futuro prossimo vedo PlayStation Gem come più vicino alle esigenze dell'utenza, semplice estensione della console, spudorata copia della formula vincente del Wii ma volta al presente di giochi tutto mira e spara piuttosto che al futuro di famiglie riunite davanti alla console per vincere un gran premio
Regghy

domenica 10 gennaio 2010

hype or die: il mondo nelle mani di chi se la prende comoda


ultimamente un tale Aaron Greenberg, manager-qualcosa all'interno di Microsoft stipendiato per buttare benzina sui già caldi fuochi della console war, ha dichiarato in un' intervista che l'attesissimo GT5 non potrà che limitarsi a lustrare le scarpe all'imminente Halo: Reach. in effetti Gran Turismo, titolo in lavorazione presso gli studi Polyphony da tempi immemori ha recentemente strabiliato il pubblico di tutto il mondo con una demo uscita su PlayStation Network dove si aveva l'ooportunità di guidare una Nissan a prova di bomba per un circuito all'infinito per poi vantarsi con gli amici del proprio tempo, ho tentato per i primi 5 minuti a schiantare quella maledetta automobile contro i muretti ma nulla da fare, non si decideva a graffiarsi, inoltre il tutto era ben lungi dall'essere fotorealistico, disprezzo totale.
Mentre Halo reach sarà l'ultimo respiro della casa che ha dato i natali alla serie e a diversi mesi di distanza dall'annuncio cosa abbiamo potuto vedere, un paio di teaser trailer di un gioco che nonostante sia un capitolo conclusivo si basa sugli eventi di un romanzo quindi la trama la conosciamo già tutti e quin.... fermi un attimo, l'ultimo capitolo di Halo e so già come finisce? nessuna trama avvincente con colpi di scena inaspettati? quindi verrà dato alla luce un gioco glorioso da tutti i punti di vista tranne che per la trama... sento puzza di Modern Warfare 2. eppure questi giochi venderanno abbastanza da chiudere la bocca a tutta la gente come me solo perchè viviamo in un mondo di fanboy
l'irriducibile e patetico fanboy Sony
Regghy

sabato 9 gennaio 2010

Il nemico di Cod è mio amico


Eccomi di nuovo qui, dopo pressanti impegni scolastici (si possono avere anche dopo le vacanze natalizie, ho scoperto XD), ad affrontare un nuovo argomento, e questa volta abbandonando la mia consueta compostezza per muovere un'importante ed imponente critica a Modern Warfare 2: dov'è l'anima in questo gioco?? Il Single Player è diventato un'americanata, tra le altre cose corta, e talvolta inverosimile nelle missioni della Task Force 141; il Multy Player è fatto da Camper, Cheater, Glitch, gente sconosciuta che si insulta vicendevolmente e a meno che tu non sia in gruppo o con clan, molto spesso non vi è tattica, non vi è qualcuno con cui scherzare, e l'estenuante cammino verso l'agoniato livello 70 viene spesso vanificato dal prestigio, modalità che impone di ripetere la lunga crescita del personaggio in cambio di titoli ed emblemi nuovi (carini ma non utili più di tanto) e di un nuovo slot per classe personalizzabile OGNI 2 PRESTIGI compiuti (io proporrei 5 livelli di prestigio, più accessibili ma comunque impegnativi, non 10 fatti solo per allungare la minestrina fino al successivo COD). Tutto queste senza la reale possibilità di usare veicoli e dovendo affrontare sempre le stesse mappe, molte delle quali brutte e non adatte al cecchinaggio. Perchè questo titolo allora? Qual è il nemico di Cod che è quindi anche mio amico? E' una soluzione, prossima ed in uscita su tutte le piattaforme, chiamata Battlefield: Bad Company 2: risponde positivamente a tutte le critiche qui evidenziate, come si è potuto ammirare dalla beta ps3 di grandissima qualità, ed ioltre, nella versione pc, sicuramente non userà Steam. Mancano 2 mesi, riusciremo a resistere fino ad allora?
Guybrush Frisus

martedì 5 gennaio 2010

Recensione Dragon Age: Origins

Già nominato come gioco dell'anno 2009 nei N3rd's Aw4rd, eccomi qui a recensirvi quello che da me è stato identificato come il più importante gioco dell'anno pc, ovvero Dragon age: Origins. La storia narra della ricomparsa sui territori del Ferelden del Flagello, l'esercito delle forze del male creato dalla superbia dei maghi, già una volta ricacciato nell'Oblio dall'unione delle diverse popolazioni e dalla creazione dei Grey Wardens, un corpo di guerrieri scelti votati alla difesa di tutto il mondo conosciuto: il nostro eroe sarà quindi una nuova recluta di quest'ordine, ingaggiato durante uno dei 6 possibili prologhi del gioco (da qui in nome Origins), che dovrà destreggiarsi all'interno di un mondo sconosciuto privo di una qualsiasi guida, a causa di un tradimento che porterà ad un sostanziale rovesciamento dell'ordine politico, con la morte del re e del capo dei Custodi Grigi.
La trama è complessa e articolata, spicca per profondità ed immersione ed è caratterizzata dalla possibilità di decidere in prima persona di diversi aspetti non primari ma comunque importanti all'interno del gioco, come l'appoggio a determinate fazioni a discapito di altre o la decisione di tenere determinati comportamenti o atteggiamenti nei confronti degli npc, che porteranno a contrasti, talvolta all'ultimo sangue, all'interno del party. La caratterizzazione del personaggio, poi, permetta una grandissima varietà nella scelta di abilità e skills che, a partire dalle 3 classi base disponibili (guerriero, mago, ladro), ci permette tattiche e percorsi completamente diversi tutti estremamente curati.
Il comparto tecnico non fa certe urlare al miracolo, ma si mantiene comunque su un buon livello nel corso di tutta l'avventura, specie nel sonoro, molto ispirato e con musiche azzeccate. La componente video, invece, si caratterizza per la presenza di molto sangue, opzione interessante ma alla lunga un po' fastidiosa (opzione fortunatamente disattivabile).
La longevità si attesta su livelli molto alti, si parla di un centinaio di ore volendo esplorare ogni singola possibilità offerta.

In conclusione: Dragon Age: Origins è quel gioco di ruolo vecchia scuola che tutti noi aspettavamo con ansia; erede spirituale di Baldur's Gate, ne riprende molti pregi, riuscendo così ad imporsi come il miglior rpg degli ultimi anni, almeno fino ai 2 KOTOR (Knight of the old republic). Tuttavia da Baldur's Gate riprende anche alcuni difetti, ma l'eccessiva semplicità dei livelli di difficoltà minori ed l'assenza di una componente free-roaming non va a penalizzare la bontà del voto finale.
Voto: 9,4
Guybrush Frisus

domenica 3 gennaio 2010

Vado a guardarmi un videogioco - elogio alla scalettatura


prima di tutto vorrei augurare buon anno ai nostri amici n3rd, e sicuramente sarà tale vista la rigogliosità di uscite in questi primi mesi del 2010, e se non sapete di cosa sto parlando potete tranquillamente chiudere questa pagina, gli anni infatti stanno trascorrendo e titoli sempre migliori dal punto di vista tecnico vengono dati alla luce, ma qual è l'obiettivo di questa scalata tecnologica vertiginosa? l'infame fotorealismo, ovvero il momento in cui non si potrà più distinguere la computer-grafica dalla realtà, un futuro apocalittico che farà crescere nel proprio grembo videogiochi che appariranno film e film che appariranno videogiochi. questa tendenza all'unificazione di queste due forme di intrattenimento è nata con i primi quick-time events, brevi momenti dove il giocatore può soltanto agire come altri hanno deciso, premendo i tasti che appaiono in sovraimpressione per puro capriccio di regia. ultimo frutto di questa scellerata idea è Heavy Rain, titolo esclusivo Sony che costruisce un intreccio di eventi e storie di personaggi diversi di cui il giocatore potrà, tramite frequenti QTE, influenzare lo sviluppo. in breve, si giungerà al famigerato film interattivo, questa è la dura realtà che io temoo, non perchè non lo trovi fantastico, insomma a chi non piacerebbe poter giocare un film, ma sul serio vogliamo vedere l'espressione delle nostre vittime in GTA o il volto dei nostri compagni in Call of Duty mentre vanno al massacro?
Regghy