giovedì 25 novembre 2010

Charlie Oscar Delta


mi sveglio legato ad una sedia, tutto è offuscato e buio, appare sugli schermi attorno alla mia scomoda posizione un logo, Treyarch e immagini rapide si susseguono, senza nessi apparenti. Davanti a me un monitor che mi chiede di scegliere tra varie opzioni, provo la prima e vengo scaraventato subito in un mondo pieno di elicotteri e armi, uomini che tentano di uccidermi, in un numero pressochè infinito. I miei compagni di sventura hanno quello strano modo di parlare tipico di tanti altre mie conoscenze, le loro labbra si muovono ma sento il suono solo dopo qualche secondo. Così comincia il mio viaggio, sballottato tra il Vietnam e la fredda Madre Russia, con sempre gli stessi ordini: sfronda le file dei nemici, abbatti qualche porta, piazza l'esplosivo e torna a maciullare. Non è cambiato molto dalla mia ultima esperienza militare ma poco importa, finalmente capisco per quale motivo devo sacrificare la mia vita... qualcuno si è preoccupato di dare un certo spessore agli eventi che mi portano a imbracciare ancora una volta il mitra, tanto che conosco anche personaggi storici e non sono solo i soliti terroristi che vogliono conquistare il mondo. Sorrido agli accenni a grandi film e serie televisive e quel breve ma intenso momento quando Simpathy for the Devil delizia le mie orecchie abituate al caldo e violento rumore del fucile.
Ma devo tornare sulla mia fredda e dura sedia, e oso scegliere multigiocatore...
Ricomincio la mia carriera da soldato di ventura, mercenario che guadagna uccidendo i propri avversari per poter comprare armi ed equipaggiamenti migliori, una sorta di enorme anfiteatro dove gladiatori armati di kalashnikov si affrontano in arene più o meno grandi. Telecamere, aerei ipertecnologici o incendiari, macchinine giocattolo al cui rumore un brivido freddo percorre la mia schiena e tante altre diavolerie rendono dure e complicate le mie giornate, ma dannazione non me ne andrei mai...
Per dovere di cronaca mi tocca tornare alla mia postazione, e scegliere l'ultima inquietante opzione.
Tutto è tranquillo, troppo tranquillo (questa frase non stancherà mai il nerd medio)
Oh cazzo! uno zombie!

martedì 2 novembre 2010

Mass effect 2


Eccoci qua, ragazzi ho finalmente conmcluso Mass Effect 2, capolavoro Bioware uscito a gennaio il quale, per diverse vicissitudini legate al mio pc, mi è stato impossibile concludere prima.
Il mio commento in breve è: °_° (con l'emoticon che indica sbigottimento dovuto ad un amplesso prolungato di circa 50 ore).
Scherzi a parte, è incredibile come si sia riusciti a creare un gioco di tali proporzioni, con una trama da premio oscar, un'ambientazione studiata e caratterizzata da tantissimi elementi sparsi per tutto l'universo di gioco ed un sistema di scelte unico e coinvolgente, il tutto all'interno di una grafica mozzafiato ed in generale all'interno di un comparto tecnico sublime. Fra tutti questi elementi, secondo me, la cosa che più colpisce è il livello di coinvolgimento, su soglie mai viste prima, con oltre un migliaio di scelte che spaziano dal decidere come finire una banale missione secondaria al come finire il gioco in se, passando tutta una serie di innumerevoli veriabili legati ai compagni, che per un motivo o per l'altro, possono cadere nella battaglia per la nostra causa. La cura in ogni singolo particolare è inimmaginabile, e l'insieme di collegamenti e intrecci che si viene a formare rende l'esperienza di gioco unica e personale. I soliti critici hanno provato ad abbozzare qualche aspetto negativo, come le scelte esportate dal primo capitolo non così preponderanti (e qui io rispondo: è la trama stessa che fa si che molte scelte non risultino fondamentali) o come le solite critiche al sistema di combattimento (che io invece apprezzo molto, perchè in grado di rendere al meglio l'utilizzo di poteri tecnologici e biotici (manipolazione campi gravitazionali)), ma queste tuttavia non bastano a gettare ombre su qeusto titolo, favorito a mio modo di vedere al primo premio nella "Game of the Year" del 2010. Comandante Shepard, vai e travolgili tutti!!
Guybrush Frisus

lunedì 9 agosto 2010

Il mio nome è Marston, John Marston


non potevo astenermi dal trattare da uno dei giochi che più mi appassionato negli ultimi tempi, Red Dead Redemption, capolavoro neonato in casa Rockstar, che ha conquistato il cuore di milioni di giocatore in tutto il mondo. La definizione che va per la maggiore è "GTA IV con i cavalli" e da sola potrebbe bastare ad assicurargli una grossa fetta di pubblico, ma da sola non è sufficiente a descrivere l'epico lavoro di Rockstar nel creare un mondo di gioco vivo, perfettamente immersivo, che lascia delle altre produzioni ambientate nel far west un vago e polveroso ricordo. Ho trovato il titolo rivoluzionario sotto molteplici punti, innanzi tutto il continuo subbuglio del terreno di gioco, popolato da briganti con un numero spropositato di fratelli e seguaci affiancati da duri uomini di legge, e un'infinita quantità di docili facce pronte a piazzarti un colpo nel cranio se cerchi di barare a Texas Hold'em: diversi personaggi che imparerai presto a capire, in fondo nel lontano Ovest o impari o muori.
Questa regola la impara ben presto John Marston, protagonista quasi indiscusso del gioco, uomo dal passato tenebroso, che decide di svolgere missioni per conto del governo per poter vedere salva la propria famiglia (si, lo sappiamo tutti, è terribile), ma per quanto la semplicità della trama sia di una semplicità disarmante si entrerà a contatto con una moltitudine di uomini e donne differenti, pronti a tutto per la difesa di ciò in cui credono, che ciò sia un ideale rivoluzionario o una vita di prostitute e alcol. Ma John sarà imparziale nei confronti di tutto ciò, snocciolando ogni tanto qualcuna delle sue perle di saggezza da veterano di un mondo duro e disonesto. Neo della trama è la parte finale, costellata da missioni di nessun significato in termini di progressione degli avvenimenti, piazzati per non andare sotto le aspettative di un pubblico abituato alle infinite storie di Grand Theft Auto. RDR di prenota una posizione come gioco migliore della stagione, pregevole lavoro, curatissimo persino nelle epiche musiche che addolciscono le lunghe traversate in quei paesaggi che ci eravamo sognati soltanto nei film di Clint Eastwood.
Regghy

venerdì 6 agosto 2010

La singolarità di Singularity

Singolare, molto singolare questo fps uscito qualche mesetto fa: semplice, immeditato, nessuna particolare novità ma tanti e diversi elementi ben assortiti. La storia è carina, e si basa sulla missione di una squadra di soldati americani che, inviati in un'isola segreta e semidistrutta in pieno territorio russo, entrano in contatto con alterazioni temporali dovute alle propietà di un elemento chimico scoperto proprio su quell'isola in piena guerra fredda e, in seguito al cambiamento del passato, eccoci qui a dover riportare le cose al loro posto. Dal punto di vista del gameplay, il gioco riprende diversi elmenti che vanno dallo sparatutto classico al plasmide di bioshock, fino ad arrivare ai poteri di Half Life, il tutto condito da un comparto tecnico funzionale e da interessanti colpi di scena in una narrazione effettuata attraverso a registrazioni e vari salti temporali, che mantengono alta la suspance e la tensione. La singolarità di questo gioco è proprio questo: 0 novità, ma tanto divertimento, ed è per questo che lo consiglio a chiunque riesca a trovarlo in offerta, in attesa degli sparatutto autunnali prossimi all'uscita coma Crysis 2 e Call of Duty: Black Ops.

P.S. scusate la scarsità di post, anche i n3rd vanno in vacanza :D
Guybrush Frisus

giovedì 1 luglio 2010

Quando la fantasia mette i brividi....


Nel corso degli ultimi anni in tutto il mondo sono usciti diversi prodotti caratterizzati da trame talmente ben elaborate e talvolta anche basate su avvenimenti o oggetti reali da creare forte attrazione e grandi discussioni: in campo cinematografo mi viene in mente la serie di "Matrix", in campo letterale "Il codice da Vinci", in campo televisivo i vari "Evangellion" e "Lost"; ora, dopo tanta attesa, anche il mondo videoludico si sta arricchendo di titoli molto interessanti, quali, a mio avviso, Bioshock e Assassin's Creed. Se forse nel primo caso il paragone è un po ardito, con Assassin's Creed 2 abbiamo avuto un importante balzo in avanti in questo senso poichè, una volta finito il secondo capitolo, dall'intricata trama si possono notare come sono stati miscelati sapientemente (E CON LOGICA) diversi elementi mitologici-religiosi, quali la creazione dell'universo, la creazione dell'uomo nell'Eden (elemento comune a diverse religioni), il diluvil universali, gli alieni, le civiltà romane-ellenistiche ed infine la fantomatica fine del mondo nel 2012. Ora, chi non ha completato il gioco riterrà quanto appena scritto un improbabile quanto assurdo ammasso di cazzate, ma se lo avete giocato, vi consiglio di ragionare sui tantissimi elementi che vengo presentati nella "Verità", nelle "Pagine del codice" (che fanno riferimenti a reali eventi, come la discesa di Gengis Khan) nonche a tutti gli enigmi relativi ai Glifi, che fanno capire come la mela e altri elementi sono sempre stati al centro delle vicende storiche nel corso di migliaia di anni. Certo, la Ubisoft sottolinea come il gioco sia un opera di fantasia realizzata da un team multiculturale di confessione religiosa e credo differente, ma io li ritengo piuttosto un team con i controcoglioni. Bravi, ottimo lavoro!
Guybrush Frisus

mercoledì 12 maggio 2010

quando il Mainstream si fa noioso


qualche giorno fa, ascoltando il podcast Outcast, sono venuto a conoscenza di un gioco semi sconosciuto al grande pubblico, ma che è riuscito a crearsi una stretta cerchia di affezionati giocatori nonostante la sua particolarità. Il gioco di cui parlo è Dwarf Fortress, un applicazione freeware facilmente scaricabile da internet, che sopravvive grazie alle donazioni di chi ha veramente capito il significato di quest'opera, DF si differenzia dai soliti giochi prima di tutto per la grafica, appunto in ASCII (per intenderci usando soltanto simboli di tastiera), ma il vero fattore che lo caratterizza dalla confusa massa dei videogiochi freeware è la profondità di azione e la totale casualità degli eventi. scopo principale del gioco è gestire una fortezza di nani, che nonostante la forma piuttosto squadrata si atteggiano in modi ben più naturali di molti personaggi dei titoli blasonati, talvolta impazziscono, ogni tanto preferiscono seguire la loro vena artistica, e tante altre cose al di fuori delle previsioni: viene perfettamente simulato l'insieme di relazioni casuali che si può costituire in un insieme composto da esseri intelligenti, soggetto al fato, che può decidere di abbattersi contro la tua fortezza costruita con tanta fatica e distruggere il tuo prezioso lavoro. Un simulatore di storia, se vogliamo definirlo nel modo più bizzarro possibile, è il giocatore che plasma la vita di questi ometti sotto-misura, ma dovrà piegarsi alla possibilità di non poter sostenere gli eventi che si generano al di fuori delle mura della città. Questo gioco ha ciò che manca ai titoli next-gen, un'esperienza singola e differente per ogni giocatore, il mondo che viene creato infatti è costruito casualmente e così pure gli avvenimenti che interesseranno la fortezza, un'esperienza che ci lascia in balia di fenomeni non decisi dagli sviluppatori ma insiti nella natura e nel mondo stesso di gioco, un universo vivo con cui dovremo interagire direttamente senza troppi limiti, se non quelli imposti dalla grafica.
Regghy

martedì 4 maggio 2010

Battlefield 2: Bad Company recensione


Ad un paio d'anni di distanza dal rilascio del primo Battlefield: Bad Company, avvenuto nel lontano giugno 2008, qualche mese fa, e più precisamente a marzo, migliaia di giocatori hanno potuto deliziarsi con il tanto atteso seguito del sopracitato titolo, e, come da copione, dopo un'accurata analisi nei più piccoli particolari, eccomi qui finalmente a descrivervi brevemente impressioni e considerazioni su questo fps targato DICE.
Il gioco, principale antagonista allo strapotere di Call of Duty: Modern Warfare 2, presenta tutti gli ingredienti per risultare un ottimo prodotto: una campagna single player ben strutturata e che brilla per l'ironia di alcune scene, un comparto multiplayer vario e ben articolato, uno tecnico invece di ottima fattura e con un'elevatissimo grado di interazione con l'ambiente (totalmente distruttibile), un discreto tasso di giocabilità ed infine un ottima implementazione tattica, che, propria dei match online, richiede grande collaborazione fra i componenti di un team, con la suddivisione in 4 classi basi tutte fondamentali al conseguimento della vittoria e dotate di molteplici rami di sviluppo, quali appunto assaltatore, medico, cecchino e geniere.
Tutti i suddetti elementi, accompagnati per la gioia di milioni di fans al ritorno sulla versione pc dei tanto agoniati server dedicati, rende il gioco una killer application per i tanti clan che affollano la rete, i quali potranno finalmente sbizzarrirsi a ricreare quelle elaborate strategie che il pluricriticato Call of Duty: Modern Warfare 2 non permetteva; e anche se il brand Call of Duty continuerà ad essere molto più conosciuto e diffuso, se non vorrà perdere una grossa fetta dei suoi introiti, dovrà entrare nell'ordine delle idee di cambiare politica e soddisfare tutti coloro a cui deve il proprio successo, quali appunto i videogiocatori, il vero cuore dell'industria videoludica.
Voto: 8,4

P.S.: in questa breve recensione ho definito "discreto" il livello di giocabilità; qualora voleste migliorare la la fluidità in-game, vi consiglio vivamente di:
a)portare la sensibilità del mouse come minimo a 0,60/0,70
b)preferire un maggior numero di fps alla mera qualità visiva, abbassando quindi il livello di dettaglio qualora non si disponga di un pc sufficientemente potente in grado di reggerlo.
Guybrush Frisus

mercoledì 14 aprile 2010

Zeus può tremare...


ogni tanto capita di svegliarsi e sentire un leggero formicolio ai polpastrelli, stanchi di assistere a esperimenti di team indipendenti, esausti di fronte alla tattica e alle noiose guerriglie urbane narrate da decine di titoli, si sente il bisogno di prendere in mano un paio di spade e andare a rifare i connotati ai cattivi, e in particolare, di quei simpatici canuti che abitano dalle parti dell'Olimpo. God of War III non brilla per originalità, insomma è sempre la stessa minestra, che buttiamo giù sin dal primo episodio, uno spartano mezzo nudo che ha intenzione di rovesciare l'ordine imposto dalle divinità a suon di mazzate, ma la ricetta funziona...
Folle di videogiocatori che traboccano testosterone si trovano realizzati nel tripudio di distruzione e sangue offerto dagli studi di Santa Monica, un titolo che intrattiene il giocatore con un ritmo incalzante tra scontri con immensi boss e sequenze puzzle di non immediata soluzione, il tutto coronato da una grafica sontuosa, esemplare raro nella fauna dei videogiochi per console. Inoltre per quanto il canovaccio della trama posse apparire scontato si rivela una storia interessante ricca di colpi di scena e un finale inaspettato (e qui mi fermo, nessuno spoiler su Dirty N3rd). L'ho trovato un gioco al di fuori di ogni parametro di godibilità, inoltre la fattura tecnica è veramente rifinita, il gioco si sviluppa lungo ambienti ispirati, ma alla lunga leggermente ripetitivi, secondo un unico piano sequenza che ci porta ad assistere alle gesta del dio della guerra evitando ogni possibile errore di una telecamera mobile, rendendo l'esperienza assai cinematografica e piacevole. Unici appunti negativi sono la mancanza di sufficienti motivazioni a rigiocare il titolo e qualche problema nel gameplay, molto spesso non adeguatamente sfruttato, nonostante avrebbe potuto permettere una certa profondità d'azione.
(9.9)
un esaltato Regghy

Violenza gratuita NO GRAZIE


ATTENZIONE: la visione di questo filmato è cosigliata ad un pubblico di soli adulti.

Ciao a tutti, innazitutto mi vorrei scusare per la scarsità di post dell'ultimo periodo ma anche noi redattori n3rd della domenica abbiamo pressanti impegni che talvolta richedono la nostra completa attenzione. Detto questo, oggi sono qui per tornare a parlare di un argomento molto forte e a me personalemente molto caro, quale appunto la violenza nei videogames: come voi sapete, io sono fortemente contrario ad una qualsiasi limitazione imposta ad un gioco solo per la presenza di contenuti violenti ed affini, ma proprio qualche giorno fa sono venuto a sapere dell'esistenza di un prodotto, tale Manhunt, che mi ha fatto profondamente riflettere. Il gioco, prodotto dalla Rockstar (che tutti voi ricorderete per produzioni come i vari GTA), è caratterizzato unicamente dalla violenza mostrata nelle esecuzioni del nostro alterego verso i cattivi di turno, elemento portante nonchè unico del gameplay, giacchè il gioco non brilla ne per il compatto tecnico nè per la trama, davvero scialba e priva di colpi di scena, che ci mette nei panni di un carcerato, condannato a morte, fatto evadere solo ed unicamente per la realizzazione di uno snuff movie (film illegale dove si mostra la morte in diretta, organizzata per tale scopo). Di fronte ad un prodotto simile anch'io, uno dei più accaniti difensori della libertà di espressione nei videogiochi, mi trovo a vacillare: come si può difendere un prodotto simile che incita costantemente alla violenza senza proporre un minimo di contenuto?? Ebbene, dopo diverse riflessioni, ho concluso che ciò è impossibile, e quindi mi trovo a condannarne la pubblicazione, pubblicazione a mio avviso giustamente ostacolata in Italia (anche se tuttavia verificatasi qualche anno fa nel 2007). Violenza gratuita: così non è bene accetta, NO GRAZIE!
Guybrush Frisus

martedì 23 marzo 2010

Recensione Bioshock 2: Sea of Dreams

A 3 anni dall'uscita del primo capitolo, tanto bello quanto particolare e discusso, eccomi qui a descrivere, dopo un'accurata analisi, uno dei videogame più attesi di questo inzio 2010, quale appunto Bioshock 2: Sea of Dreams. Nel gioco vestiremo i panni di un gigantesco palombaro corazzato, un Big Daddy, che, risvegliato dopo 10 anni dalla sua disattivazione, nel tentativo di ricongiungersi con la sua protetta, la sorellina Eleanor, sarà l'ago della bilancia nello scontro che ci vedrò lottare contro la fottoressa Lamb per il controllo di Rapture. Proprio la città, Rapture appunto, sarà uno degli elementi più importanti dell'ambientazione: frutto del desiderio di libertà di Andrew Ryan, la metropoli, costruita sul fondo del mare, apparirà ancora diroccata ed in rovina, a causa della dipendenza da Adam, la sostanza in grado di modificare il DNA, che affligge tutta la popolazione e per la quale anni addietro si era combattuta una sanguinosa guerra civile. Proprio l'adam, e quindi i plasmidi, saranno l'elemento centrale di questo action\sparatutto poichè, oltre ad un vasto arsenale di armi di diverso genere, potremmo disporre dei nostri ricombinatori genetici per lanciare fuoco, ghiaccio o elettricità, nonchè usare la telecinesi e fare tantissime altre cose semplicemente schioccando le dita, rendendo quindi il gameplay vario e ben strutturato. Dal punto di vista tecnico, inoltre, il prodotto mantiene le qualità del primo capitolo, con grafica e sonoro eccellenti e giocabilità solo leggermente ostica all'inizio. Trattasi quindi di capolavoro?
No, purtroppo no: la trama, priva di sostanziali colpi di scensa (al contrario del predecessore, gioco a mio parere col miglior colpo di scena visto in un videogame sino a d oggi), può entusiasmare, ma per la sua complessità rischia di far abbandonare sin da subito il prodotto a chi non ha giocato al primo, sebbene non ci siano importanti collegamenti fra le due trame non spiegati; non sono state inoltre rimosse le camere della vita, che rendo il game over sostanzialmente impossibile (io ad ogni modo non me ne sono mai avvalso), e nel realizzare il prodotto si è incorso in banali errori come quello dei minigames di aggiramento tutti uguali. Il multyplayer, infine, risulta simpatico ma poco profondo o tattico, rendendosi così solo un'esperienza da provare in momenti di assoluta noia.

In conclusione: Bioshock 2 propone un interessante ritorno a Rapture 10 anni dopo gli avvenimenti del predecessore, introducento nuovi ed interessanti spunti al gameplay e permettendo una maggiore giocabilità potendo usare contemporaneamente armi e plasmidi; tuttavia la trama, priva del fascino del predecessore, unitamente ad un'ambientazione incomprensibile a chiunque non abbia giocato il primo capitolo, fa si che il gioco risulti sicuramente un buon titolo, ma non un capolavoro, e ne si consiglia quindi l'acquisto solo a tutti coloro che hanno già affrontato il primo Bioshock. Per tutti gli altri, invece, correte a comprare il primo, un gioco veramente meritevolte. Rapture vi sta aspettando: siete pronti a reincontrarla???
Voto: 8,1
Guybrush Frisus

giovedì 18 marzo 2010

non sempre si cambia in meglio


anzi, troppo spesso abbandonare la propria strada porta a ineluttabili errori, e così ci ritroviamo un Final Fantasy XIII che della immortale serie porta solo il nome e qualche chocobo.
le recensioni della critica specializzata parlano chiaro, questo nuovo episodio non piace a nessuno, tanto che Edge ha rifilato al titolo un sensazionalistico 5, non del tutto errato.
Il gioco aveva creato attorno a se un hype incredibile, ha fatto notizia durante tutta la sua lunga gestazione negli studi di Square Enix, sviluppo travagliato da cambi di generazione (il gioco era inizialmente concepito per la PlayStation 2) e da strategie che hanno indispettito proprio l'utenza della console che ha dato i natali alla saga dei chocobo, nel momento in cui è stata annunciata l'uscita multipiattaforma si è sfiorata la rivolta popolare, sedata poi con le rassicuranti notizie dell'esclusiva sul Versus. Dopo l'infinita fase di costruzione, il gioco appare molto al di sotto delle aspettative, un avanzamento fin troppo lineare, e una totale inconsistenza del titolo al di fuori della missione principale, nonostante tutto è una gioia per gli occhi e la caratterizzazione del team e della trama trova pochi eguali nel panorama attuale.
Di veri errori non se ne trovano, ma il titolo appare come una definitiva conferma del sempre più evidente particolarismo dell'industria giapponese, che decide di completare giochi in tempi biblici (che spesso e volentieri nemmeno giungono a Ponente) incentrati sulla tecnica e aderenti a certi canoni spesso non comprensibili a noi occidentali. A decine sono gli esempi di giochi validi, che non escono dalla terra dei samurai, e molti sono i titoli che contando su facoltose software house alle spalle vengono completati nell'arco di vere e proprie ere in campo tecnologico, ma meglio non fare nomi...
Regghy

martedì 16 marzo 2010

No russian no party


Poichè ne hanno parlato tutti, ne possiamo parlare anche noi nel nostro piccolo da n3rd della periferia videoludica: ci stiamo riferendo alla famigerata questione "no-russian", la missione di Call of Duty: Modern Warfare 2 nella quale impersoneremo un infiltrato dell'esercito americano/dei buoni che senza motivo apparente deve partecipare a un attacco terroristico escogitato dal malvagio di turno: ora, chiunque abbia giocato la scena si sarà chiesto per quale motivo non si possa chiudere la questione semplicemente crivellando gli attentatori, ma piuttosto si debba prendere parte, sparando o meno, a quest'episodio brutale. La scena stupisce per la sua forza espressiva, che è riuscita a sconvolgere i giocatori facendo infuocare dibattiti sulla rete. Il problema è ritrovare il motivo dell'inserimento di questa missione nella già debole trama di MW2, semplice pubblicità gratuita offerta gentilmente dalle accuse levatesi da ogni parte oppure esperimento di introduzione nel videogioco di tematiche adulte che si discostano dalla solita minestra di alti ideali e elementari opposizioni tra bene e male?
Noi speriamo segretamente nella seconda, in quanto come abbiamo affermato più volte e non mi stancherò di ribadire, il videogioco è una forma di intrattenimento adulta alla pari di cinema e musica nel quale i temi trattati possono spaziare a piacimento degli sviluppatori. Difatti a questo scopo è stato creato il sistema PEGI, il sistema di valutazione dei contenuti del prodotto, consigliandone l'utilizzo a fasce d'età differenti, ma viene blandamente seguito, come un consiglio e non come regola. Per questo le madri si lamentano con l'industria se il figlio gioca un videogioco violento ma acconsentono all'esistenza di tanti altri prodotti diretti esclusivamente a un pubblico adulto, più radicati nella nostra cultura, la cui vendita viene meglio regolamentata. Vi sembra forse normale?? A noi n3rd, sicuramente NO!
Regghy & Guybrush Frisus

venerdì 12 marzo 2010

il mio nome è Guerra e sono qui per salvarvi...



Darksiders, titolo prodotto dalla giovane Vigil Games, ha portato un certo scompiglio nel nostro pacifico mondo. Parliamo prima del gioco in se, il giocatore vestirà i panni di un simpatico Cavaliere dell'Apocalisse che nel tempo libero si occupa di salvare il mondo (per poi distruggerlo? ma non ha senso...) chiamato appunto Guerra. Il gioco è piacevole nella sua considerevole lunghezza, sarà il tocco di un tale Joe Madureira al design o alla complessiva alta qualità del prodotto? no, gli sviluppatori hanno preso i loro giochi preferiti, ne hanno preso gli elementi migliori e li hanno schiaffati nel loro progetto, così che ci ritroviamo un super cavaliere sputato dal mondo di Warhammer, che si aggira per i dungeons di Zelda, che cavalca il cavallo di Shadow of the Colossus, che si evolve secondo il sistema di Metroid e che apre i forzieri di God of War... eccezionale.
Di certo la cosa non è stata ben vista da tutta la critica, ma citando un tale Clarkson: è come dire che un uomo è brutto perchè assomiglia a Brad Pitt. Darksiders si distingue per la sua evidente ispirazione ad altri giochi, ma l'insieme è ben orchestrato, una perfetta alchimia di azione e puzzle, così ben riuscito che va a prendersi troppo sul serio, non che mi aspetti molto dal senso dello humour di uno che chiama il suo cavallo Rovina ma....
insomma un gioco vario, divertente, perfetta trasposizione dei sogni n3rd più proibiti...
Regghy

mercoledì 10 marzo 2010

N3rd's TUBE

Eccomi di nuovo alla tastiera solo per segnalarvi 2 nuovi interessanti video:

Video serio

Prestare molta attenzione a questo titolo: direttamente dall'est Europa, una delle possibili sorprese del 2010: Metro 2033.

Video gagliffo
Questo gioco è sicuramente uno dei più discussi: gran titolo o semplice mal riuscita imitazione di GTA IV?? Nell'attesa di scoprirlo, godiamoci questo divertentissimo sketch!
Guybrush Frisus

martedì 23 febbraio 2010

ancora Drake..


Con un ritardo abissale, ma a noi piace così, vi parlo un pò di Uncharted 2, gioco che ha entusiasmato la critica e adorato dalla popolazione PS3, tanto che ha dominato ogni tipo di chart del 2009. Il gioco si presenta con una grafica più unica che rara all'interno del panorama console (nonostante gli sviluppatori parlino ancora di 90% delle capacità della PS3, ah queste fantomatiche e insensate percentuali...) ma la tecnica bruta non è necessariamente la base per un buon gioco. La prima cosa che si prova è un vago senso di già visto, si pensa agli immortali Indiana Jones e ai voluttuosi Tomb Raider, ma è ancora qualcosa di più. Uncharted è un gioco che non può non piacere, travolge il giocatore in una trama avventurosa e farcita di battutine classiche e scontate, ma che trovano la propria ragione d'essere quando citate dal tamarrissimo Nathan Drake, pronipote del noto pirata, che passa le giornate scoprendo un antico reperto li, una civiltà sperduta di la, con la passione per il parkour e per le facce anonime, proprio così, Uncharted raccoglie decine di stereotipi dall'avventuriero senza macchia e senza paura, alla giornalista d'assalto che d'assalto ha solo il fucile, ai super cattivoni che si vogliono arricchire con i tesori di antiche città e indovinate un pò? dominare il mondo....
è qui la'originalità di Uncharted, ripropone i contenuti ben collaudati dei giochi e film d'azione e li impacchetta in un prodotto nuovo e fresco, curato dal punto di vista tecnico, e piacevolissimo da giocare, insomma non si può sbagliare.
unica nota negativa è il finale, pecca di numerosi giochi recenti che incespicano proprio quando si tratta di chiudere i conti (per fare qualche nome, Assassin's Creed 2), che ha seminato disaccordo tra i giocatori.
sperando che non abbiate aspettato la nostra recensione per giocarlo..
Regghy

venerdì 12 febbraio 2010

Se meritano...

....perchè non comprarli?? Vi chiederete voi: ma qual è il soggetto della frase? Sto parlando dei libri sui videogiochi, testi volti all'integrazione delle storie narrate aggiungendo particolari e personaggi, rielaborando e approfondendo, in modo tale da portare ad un coinvolgimento ancora maggior dei videogiocatori. Certo, fra queste opere talvolta la mediocrità fa da padrona, con storie non molto interessanti o articolate, ma gettando la canna in uno stagno con i vari libri di Mass Effect, Dragon Age, Resistance, Halo, Gears of War e Metal Gear Solid qualcosa di buono o interessante sicuro lo si riesce a pescare. Un passatempo da veri n3rd, date anche le migliaie di occhiatacce da parte degli eventuali presenti qualora ne ordinaste uno in una libreria o lo tiraste fuori uno in luogo pubblico per leggerlo, ma fra tanti sicuramente qualcuno ci osserverà colmo di ammirazione abbozzando un sorriso, perchè ha incontrato qualcuno che non si vergogna del proprio io.
Guybrush Frisus

martedì 9 febbraio 2010

la sorpresa Heavy Rain


vorrei sottolineare che DirtyN3rd è soltanto un luogo dove i nerd esprimono le loro opinioni, spesso scostanti e contradditorie, ma a noi piace così
infatti in pochi post addietro avevo criticato duramente il sistema di Quick Time Event ora devo tornare umilmente sui miei passi e spiegarvi ciò che ho provato nel momento in cui ho potuto provare un breve ma interessante assaggio di Heavy Rain.
la demo si compone di due episodi tratti dal gioco originale, sufficienti a lasciare un ottima impressione sul giocatore che dopo un breve tutorial che insegna come muoversi nel mondo di gioco creato da Cage, entra subito a contatto con una realtà familiare ma diversa dal quotidiano, una realtà cupa, una città dominata da una furiosa pioggia sotto cui l'incessante battito stanno avvenendo omicidi per opera dell'Origami Killer, attorno al quale si intrecciano le vicende di tutti i personaggi. Mi trattengo però dal rivelarvi ciò che avviene durante queste sequenze, perchè Heavy Rain è un'esperienza troppo soggettiva e personale, ho giocato la demo una volta vedendo gli eventi svolgersi in un certo modo. Una volta conclusa l' ho erroneamente riavviata, e ho potuto affrontare le stesse situazioni in modo diverso ottenendo risultati diversi rapportandomi diversamente con i PNG.
Altro fattore innovativo, la resa del QTE, non più proposto come unica soluzione, ma vengono concesse più possibilità al giocatore in modo molto raffinato dal punto di vista grafico e del design, inoltre mi ha stupito la difficoltà nel premere e mantener premuti alcuni tasti contemporaneamente per poter compiere azioni scomode e faticose.
Ora, non mi sembra che i tempi siano tali da parlare di film interattivo, l'etichetta sminuirebbe il valore di quest'opera che può rappresentare la nascita di un nuovo tipo di esperienza videoludica, uscendo dalla monotonia delle produzioni attuali e portando nelle console qualcosa di più profondo della formula di gioco "uccido-chiunque-mi-impedisca-di-fare-quello-che-voglio". E non mi resta che sperare che Quantic Dream mantenga tutte le promesse, questa volta

domenica 7 febbraio 2010

se non lo sai, non sei n3rd


bentornati dopo molto, troppo tempo nella rubrica dedicata alle notizie più strane o importanti provenienti dal mondo dei videogiochi

  • Pioggia Pesante: ho già avuto modo di parlare, seppur brevemente di Heavy Rain, gioco prodotto internamente da Sony che potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa o un terribile flop, in ogni caso in questi giorni è uscita la demo (che sarà oggetto di un prossimo post), e fin qui tutto chiaro.... invece no, se non fosse stato per i siti di videogiochi più informati nessuno avrebbe potuto provare la demo, nascosta in un sito, tale Precint 52, dove dopo la registrazione si deve risolvere un enigma senza senso e senza soluzione apparente, ma fornita gentilmente da kotaku.com, una promozione pessima e mal studiata
  • Come non si può darle ragione?: tale Caressa Cameron, meglio conosciuta come Miss America si è pronunciata contro i videogiochi ricordando nostalgicamente i tempi in cui si facevano giochi immaginari con i bastoncini, ebbene si, i bastoncini....
  • Finalmente!: è uscito Dante's Inferno, e la mia casella di posta si potrà svuotare di tutti quegli odiosi aggiornamenti dei diari di sviluppo riguardanti ogni dannatissimo (ed è proprio il caso di dirlo) girone infernale
  • Deja'vu: Final Fantasy XIV (si sta ancora aspettando il XIII in mezzo mondo ma già si parla del prossimo) esisterà anche in versione 360, pare che Square Enix si diverta a deludere i cari fanboy PlayStation, che spereranno sempre in un'onesta azienda che preferisca i propri fedeli acquirenti ai guadagni, illusi...
  • 3, numero perfetto: parliamo ancora di Final Fantasy, stavolta il XIII, il titolo uscirà su Xbox 360 su 3 dischi...è assurdo, una confezione da mezzo chilo che donerà ai clienti la felicità e l'onore di doversi alzare dalla propria amata poltrona per cambiare disco e continuare a giocare, sperando sempre di non finire in una zona che richieda l'inserimento di un altro disco
tanti saluti dal vostro n3rd di fiducia, ancora convintissimo che Mass Effect sia un bel gioco ma da non comprare perchè la cover imbruttirebbe la mia collezione...
Regghy

mercoledì 3 febbraio 2010

Se non è arte questa....


voglio parlare di un gioco non molto noto al pubblico meno interessato ma di cui i nerd sono sicuramente a conoscenza, trattasi di "The Last Guardian", titolo esclusivo per PS3 sviluppato dal singolarissimo team Ico, una software house sotto la direzione di un tale Ueda, un vero e proprio artista del videogioco che ha dato i natali a Ico e Shadow of the Colossus, capolavori per PS2 consacrati nell'olimpo del mondo videoludico per l'atmosfera sognante e poetica dai tratti epici, basati su concept semplici, ma che immergono in mondi così inusuali e inaspettati in cui il giocatore si trova spaesato come se immerso in un sogno. La nuova creazione del team si è presentata con un trailer che nemmeno ha avuto il tempo di essere mostrato alla conferenza in prima assoluta che già era su youtube visibile all'intero popolo della Rete.
Il gioco tratterà dell'avventura di un bambino e del suo rapporto con una creatura che sembra fuoriuscita da un'antica leggenda, una storia dal gusto arcaico e fiabesco su cui pare che Sony investa molto. Potrebbe essere l'inizio di qualcosa, l'inizio del riconoscimento dei videogiochi come forma d'arte, in quanto frutto dell'ingegno umano, una forma d'arte giovane che forse pecca di ripetitività nei generi, ma che da totale spazio all'inventiva degli autori. Sempre più giochi vengono affidati sia alla cura di talentuosi artisti che si concentrano sull'aspetto estetico sia all'ingegno di scrittori che preparano trame man mano più evolute, che stanno cominciando a distaccarsi dai soliti canoni. Insomma è ora di concedere agli sviluppatori totale libertà espressiva, distaccandosi dall'etichetta di intrattenimento infantile e immaturo, ma di questo si parlerà più avanti...
Regghy

giovedì 28 gennaio 2010

Non è un paese per vecchi

I giornali ci sono ricascati: di fronte ad un nuovo episodio di violenza che ha visto per protagonista un ragazzo accoltellare il padre, reo di avergli spento la ps3, eccoci di nuovo qui, noi del mondo videoludico, a doverci difendere di fronte alle nuove infamanti quanto assurde accuse dell'opinione pubblica, riguardanti appunto la violenza presente in questo mondo, il tempo passato alienandoci e il disinteresse totale nei confronti del PEGI, il sistema europeo di valutazione dell'età minima consigliata per giocare un qualsiasi prodotto. Tuttavia, di fronte ad un'accozzaglia di ignoranti in materia, non posso fare altro che scendere in campo a difesa del nostro passatempo preferito: questo infatti, come altri episodi, non scaturisce unicamente dall' grado di coinvolgimento videoludico, quanto più dalla psicolabilità degli individui e dall'incapacità dei genitori di porre un limite adatto concordato con il figlio: fino a quando questo non succederà, tali episodi si ripeteranno, ma io mi rifiuterò di riconoscere colpe ai videogiochi, ai programmatori e a tutte le persone a contatto con il settore; inoltre, guai se la politica tenterà riforme inadatte senza il consulto di esperti in materia: in fondo, che differenza c'è fra ciò, la violenza talvolta più brutale trasmessa al cinema o l'impoverimento culturale trasmesso perennemente in televisione???
Guybrush Frisus

giovedì 21 gennaio 2010

i giochi che costano meno di un caffè


una recente indagine condotta Gameloft da riporta che secondo il 50% dei giocatori l'iPhone e il fratello minore iPod touch possono essere considerati vere e proprie console portatili. La piattaforma di gioco si basa sul vastissimo catalogo dell' App Store, un mondo magico e felice dove i piccoli sviluppatori creano giochi stupidi e immediati dai costi di produzione e vendita irrisori ma dai guadagni sostanziosi. Alcuni tra i titoli più famosi trovano un ulteriore espansione sul telefonino della Mela, è il caso di Metal Gear Solid e Assassin's Creed, inoltre nella struttura creata da Apple ritrovano una seconda giovinezza alcuni classici come Secret of Monkey Island o primissimi episodi di Final Fantasy, recentemente annunciati, oppure un emulatore del leggendario Megadrive. Su iPhone grafica e tecnica non appaiono più un limite al divertimento videoludico, ma piuttosto un merletto di poca importanza, l'unico obiettivo è l'intrattenimento momentaneo durante un viaggio in autobus o in una noiosa sala d'attesa. Accanto ai titoli famosi e alle produzioni indipendenti riappaiono anche vecchi concept riscritti in un linguaggio moderno, da citare Space Invaders Infinite Gene, è stato preso il gioco che ha fatto la storia dei cabinati ed è stato del tutto rivisitato con nuove modalità e ingegnose novità, e come la stessa casa produttrice dichiara "seriamente acclamato". Apple ha da breve festeggiato i 3 miliardi di applicazioni scaricate, un traguardo importante per una piattaforma giovane e inesperta ma che già si impone in un mercato ancora dominato da PSP e Nintendo DS, di cui quasi ci si sta dimenticando
Regghy

venerdì 15 gennaio 2010

N3rd's TUBE

Non avendo postato video per un po' di tempo e volendo mettere in risalto alcuni video molto belli, seppur vecchi ecco scelti per voi:

Video serio
Allora, avevo già postato una versione dello stesso video, ma quella era pià corta e non c'erano sottotitoli in italino e, per questo motivo, ritengo sia opportuno rinfrescarvi la memoria.

Video gaglioffo
Anche qui, un video abbastanza vecchio, ma dall'indiscusso fascino: cosa succederebbe se la tecnologia Natal venisse implementata con Halo? Risate assicurate.
Guybrush Frisus

giovedì 14 gennaio 2010

braccia indolenzite e console razziste, il futuro del gaming casalingo


il campo di gioco della console-war quest'anno si terrà sul terreno del motion controller, una lotta immane si preannuncia tre Natal, Gem e Wiimote (rispettivamente Microsoft, Sony e Nintendo). Per ora il più chiacchierato rimane Natal, una favolosa periferica di gioco sulla quale la casa di Redmond punta molto, tanto che al lancio verrà trattata come un prodotto quasi slegato da Xbox. In effetti le potenzialità sono infinite e ormai ogni persona ha potuto vedere il video dell'allegra famigliola che gioca al videogioco di corse. come tutte le applicazioni innovative ha avuto qualche problema in fase di produzione, pare infatti che la macchina non potesse riconoscere le persone di colore, avesse costi di produzione molto elevati e una scarsa reattività ai comandi. prepariamoci però a un futuro utopico di giochi totalmente immersivi, ma tra tutto questo nella mia ignoranza abissale mi sono posto alcuni quesiti di carattere tecnico, Natal dovrà poter supportare i giochi d'azione per poter preoccupare la concorrenza ma come si può impartire al proprio alter ego virtuale il comando di movimento nella direzione voluta? camminare sul posto non mi sembra una buona soluzione. Nei giochi di sport, prendiamo un PES qualunque, come si potrà intervenire in scivolata sull'avversario senza dover compiere un atto criminale nel mondo reale? e soprattutto come si potrà garantire qualcosa simile alla velocità del controller, che richiede movimenti minimi e garantisce precisione?
il mio più grosso timore è proprio che Natal cada nel baratro dei giochi casual scadendo quindi in un vortice di minigiochi divertenti ma senza anima. Nel futuro prossimo vedo PlayStation Gem come più vicino alle esigenze dell'utenza, semplice estensione della console, spudorata copia della formula vincente del Wii ma volta al presente di giochi tutto mira e spara piuttosto che al futuro di famiglie riunite davanti alla console per vincere un gran premio
Regghy

domenica 10 gennaio 2010

hype or die: il mondo nelle mani di chi se la prende comoda


ultimamente un tale Aaron Greenberg, manager-qualcosa all'interno di Microsoft stipendiato per buttare benzina sui già caldi fuochi della console war, ha dichiarato in un' intervista che l'attesissimo GT5 non potrà che limitarsi a lustrare le scarpe all'imminente Halo: Reach. in effetti Gran Turismo, titolo in lavorazione presso gli studi Polyphony da tempi immemori ha recentemente strabiliato il pubblico di tutto il mondo con una demo uscita su PlayStation Network dove si aveva l'ooportunità di guidare una Nissan a prova di bomba per un circuito all'infinito per poi vantarsi con gli amici del proprio tempo, ho tentato per i primi 5 minuti a schiantare quella maledetta automobile contro i muretti ma nulla da fare, non si decideva a graffiarsi, inoltre il tutto era ben lungi dall'essere fotorealistico, disprezzo totale.
Mentre Halo reach sarà l'ultimo respiro della casa che ha dato i natali alla serie e a diversi mesi di distanza dall'annuncio cosa abbiamo potuto vedere, un paio di teaser trailer di un gioco che nonostante sia un capitolo conclusivo si basa sugli eventi di un romanzo quindi la trama la conosciamo già tutti e quin.... fermi un attimo, l'ultimo capitolo di Halo e so già come finisce? nessuna trama avvincente con colpi di scena inaspettati? quindi verrà dato alla luce un gioco glorioso da tutti i punti di vista tranne che per la trama... sento puzza di Modern Warfare 2. eppure questi giochi venderanno abbastanza da chiudere la bocca a tutta la gente come me solo perchè viviamo in un mondo di fanboy
l'irriducibile e patetico fanboy Sony
Regghy

sabato 9 gennaio 2010

Il nemico di Cod è mio amico


Eccomi di nuovo qui, dopo pressanti impegni scolastici (si possono avere anche dopo le vacanze natalizie, ho scoperto XD), ad affrontare un nuovo argomento, e questa volta abbandonando la mia consueta compostezza per muovere un'importante ed imponente critica a Modern Warfare 2: dov'è l'anima in questo gioco?? Il Single Player è diventato un'americanata, tra le altre cose corta, e talvolta inverosimile nelle missioni della Task Force 141; il Multy Player è fatto da Camper, Cheater, Glitch, gente sconosciuta che si insulta vicendevolmente e a meno che tu non sia in gruppo o con clan, molto spesso non vi è tattica, non vi è qualcuno con cui scherzare, e l'estenuante cammino verso l'agoniato livello 70 viene spesso vanificato dal prestigio, modalità che impone di ripetere la lunga crescita del personaggio in cambio di titoli ed emblemi nuovi (carini ma non utili più di tanto) e di un nuovo slot per classe personalizzabile OGNI 2 PRESTIGI compiuti (io proporrei 5 livelli di prestigio, più accessibili ma comunque impegnativi, non 10 fatti solo per allungare la minestrina fino al successivo COD). Tutto queste senza la reale possibilità di usare veicoli e dovendo affrontare sempre le stesse mappe, molte delle quali brutte e non adatte al cecchinaggio. Perchè questo titolo allora? Qual è il nemico di Cod che è quindi anche mio amico? E' una soluzione, prossima ed in uscita su tutte le piattaforme, chiamata Battlefield: Bad Company 2: risponde positivamente a tutte le critiche qui evidenziate, come si è potuto ammirare dalla beta ps3 di grandissima qualità, ed ioltre, nella versione pc, sicuramente non userà Steam. Mancano 2 mesi, riusciremo a resistere fino ad allora?
Guybrush Frisus

martedì 5 gennaio 2010

Recensione Dragon Age: Origins

Già nominato come gioco dell'anno 2009 nei N3rd's Aw4rd, eccomi qui a recensirvi quello che da me è stato identificato come il più importante gioco dell'anno pc, ovvero Dragon age: Origins. La storia narra della ricomparsa sui territori del Ferelden del Flagello, l'esercito delle forze del male creato dalla superbia dei maghi, già una volta ricacciato nell'Oblio dall'unione delle diverse popolazioni e dalla creazione dei Grey Wardens, un corpo di guerrieri scelti votati alla difesa di tutto il mondo conosciuto: il nostro eroe sarà quindi una nuova recluta di quest'ordine, ingaggiato durante uno dei 6 possibili prologhi del gioco (da qui in nome Origins), che dovrà destreggiarsi all'interno di un mondo sconosciuto privo di una qualsiasi guida, a causa di un tradimento che porterà ad un sostanziale rovesciamento dell'ordine politico, con la morte del re e del capo dei Custodi Grigi.
La trama è complessa e articolata, spicca per profondità ed immersione ed è caratterizzata dalla possibilità di decidere in prima persona di diversi aspetti non primari ma comunque importanti all'interno del gioco, come l'appoggio a determinate fazioni a discapito di altre o la decisione di tenere determinati comportamenti o atteggiamenti nei confronti degli npc, che porteranno a contrasti, talvolta all'ultimo sangue, all'interno del party. La caratterizzazione del personaggio, poi, permetta una grandissima varietà nella scelta di abilità e skills che, a partire dalle 3 classi base disponibili (guerriero, mago, ladro), ci permette tattiche e percorsi completamente diversi tutti estremamente curati.
Il comparto tecnico non fa certe urlare al miracolo, ma si mantiene comunque su un buon livello nel corso di tutta l'avventura, specie nel sonoro, molto ispirato e con musiche azzeccate. La componente video, invece, si caratterizza per la presenza di molto sangue, opzione interessante ma alla lunga un po' fastidiosa (opzione fortunatamente disattivabile).
La longevità si attesta su livelli molto alti, si parla di un centinaio di ore volendo esplorare ogni singola possibilità offerta.

In conclusione: Dragon Age: Origins è quel gioco di ruolo vecchia scuola che tutti noi aspettavamo con ansia; erede spirituale di Baldur's Gate, ne riprende molti pregi, riuscendo così ad imporsi come il miglior rpg degli ultimi anni, almeno fino ai 2 KOTOR (Knight of the old republic). Tuttavia da Baldur's Gate riprende anche alcuni difetti, ma l'eccessiva semplicità dei livelli di difficoltà minori ed l'assenza di una componente free-roaming non va a penalizzare la bontà del voto finale.
Voto: 9,4
Guybrush Frisus

domenica 3 gennaio 2010

Vado a guardarmi un videogioco - elogio alla scalettatura


prima di tutto vorrei augurare buon anno ai nostri amici n3rd, e sicuramente sarà tale vista la rigogliosità di uscite in questi primi mesi del 2010, e se non sapete di cosa sto parlando potete tranquillamente chiudere questa pagina, gli anni infatti stanno trascorrendo e titoli sempre migliori dal punto di vista tecnico vengono dati alla luce, ma qual è l'obiettivo di questa scalata tecnologica vertiginosa? l'infame fotorealismo, ovvero il momento in cui non si potrà più distinguere la computer-grafica dalla realtà, un futuro apocalittico che farà crescere nel proprio grembo videogiochi che appariranno film e film che appariranno videogiochi. questa tendenza all'unificazione di queste due forme di intrattenimento è nata con i primi quick-time events, brevi momenti dove il giocatore può soltanto agire come altri hanno deciso, premendo i tasti che appaiono in sovraimpressione per puro capriccio di regia. ultimo frutto di questa scellerata idea è Heavy Rain, titolo esclusivo Sony che costruisce un intreccio di eventi e storie di personaggi diversi di cui il giocatore potrà, tramite frequenti QTE, influenzare lo sviluppo. in breve, si giungerà al famigerato film interattivo, questa è la dura realtà che io temoo, non perchè non lo trovi fantastico, insomma a chi non piacerebbe poter giocare un film, ma sul serio vogliamo vedere l'espressione delle nostre vittime in GTA o il volto dei nostri compagni in Call of Duty mentre vanno al massacro?
Regghy