martedì 23 febbraio 2010

ancora Drake..


Con un ritardo abissale, ma a noi piace così, vi parlo un pò di Uncharted 2, gioco che ha entusiasmato la critica e adorato dalla popolazione PS3, tanto che ha dominato ogni tipo di chart del 2009. Il gioco si presenta con una grafica più unica che rara all'interno del panorama console (nonostante gli sviluppatori parlino ancora di 90% delle capacità della PS3, ah queste fantomatiche e insensate percentuali...) ma la tecnica bruta non è necessariamente la base per un buon gioco. La prima cosa che si prova è un vago senso di già visto, si pensa agli immortali Indiana Jones e ai voluttuosi Tomb Raider, ma è ancora qualcosa di più. Uncharted è un gioco che non può non piacere, travolge il giocatore in una trama avventurosa e farcita di battutine classiche e scontate, ma che trovano la propria ragione d'essere quando citate dal tamarrissimo Nathan Drake, pronipote del noto pirata, che passa le giornate scoprendo un antico reperto li, una civiltà sperduta di la, con la passione per il parkour e per le facce anonime, proprio così, Uncharted raccoglie decine di stereotipi dall'avventuriero senza macchia e senza paura, alla giornalista d'assalto che d'assalto ha solo il fucile, ai super cattivoni che si vogliono arricchire con i tesori di antiche città e indovinate un pò? dominare il mondo....
è qui la'originalità di Uncharted, ripropone i contenuti ben collaudati dei giochi e film d'azione e li impacchetta in un prodotto nuovo e fresco, curato dal punto di vista tecnico, e piacevolissimo da giocare, insomma non si può sbagliare.
unica nota negativa è il finale, pecca di numerosi giochi recenti che incespicano proprio quando si tratta di chiudere i conti (per fare qualche nome, Assassin's Creed 2), che ha seminato disaccordo tra i giocatori.
sperando che non abbiate aspettato la nostra recensione per giocarlo..
Regghy

venerdì 12 febbraio 2010

Se meritano...

....perchè non comprarli?? Vi chiederete voi: ma qual è il soggetto della frase? Sto parlando dei libri sui videogiochi, testi volti all'integrazione delle storie narrate aggiungendo particolari e personaggi, rielaborando e approfondendo, in modo tale da portare ad un coinvolgimento ancora maggior dei videogiocatori. Certo, fra queste opere talvolta la mediocrità fa da padrona, con storie non molto interessanti o articolate, ma gettando la canna in uno stagno con i vari libri di Mass Effect, Dragon Age, Resistance, Halo, Gears of War e Metal Gear Solid qualcosa di buono o interessante sicuro lo si riesce a pescare. Un passatempo da veri n3rd, date anche le migliaie di occhiatacce da parte degli eventuali presenti qualora ne ordinaste uno in una libreria o lo tiraste fuori uno in luogo pubblico per leggerlo, ma fra tanti sicuramente qualcuno ci osserverà colmo di ammirazione abbozzando un sorriso, perchè ha incontrato qualcuno che non si vergogna del proprio io.
Guybrush Frisus

martedì 9 febbraio 2010

la sorpresa Heavy Rain


vorrei sottolineare che DirtyN3rd è soltanto un luogo dove i nerd esprimono le loro opinioni, spesso scostanti e contradditorie, ma a noi piace così
infatti in pochi post addietro avevo criticato duramente il sistema di Quick Time Event ora devo tornare umilmente sui miei passi e spiegarvi ciò che ho provato nel momento in cui ho potuto provare un breve ma interessante assaggio di Heavy Rain.
la demo si compone di due episodi tratti dal gioco originale, sufficienti a lasciare un ottima impressione sul giocatore che dopo un breve tutorial che insegna come muoversi nel mondo di gioco creato da Cage, entra subito a contatto con una realtà familiare ma diversa dal quotidiano, una realtà cupa, una città dominata da una furiosa pioggia sotto cui l'incessante battito stanno avvenendo omicidi per opera dell'Origami Killer, attorno al quale si intrecciano le vicende di tutti i personaggi. Mi trattengo però dal rivelarvi ciò che avviene durante queste sequenze, perchè Heavy Rain è un'esperienza troppo soggettiva e personale, ho giocato la demo una volta vedendo gli eventi svolgersi in un certo modo. Una volta conclusa l' ho erroneamente riavviata, e ho potuto affrontare le stesse situazioni in modo diverso ottenendo risultati diversi rapportandomi diversamente con i PNG.
Altro fattore innovativo, la resa del QTE, non più proposto come unica soluzione, ma vengono concesse più possibilità al giocatore in modo molto raffinato dal punto di vista grafico e del design, inoltre mi ha stupito la difficoltà nel premere e mantener premuti alcuni tasti contemporaneamente per poter compiere azioni scomode e faticose.
Ora, non mi sembra che i tempi siano tali da parlare di film interattivo, l'etichetta sminuirebbe il valore di quest'opera che può rappresentare la nascita di un nuovo tipo di esperienza videoludica, uscendo dalla monotonia delle produzioni attuali e portando nelle console qualcosa di più profondo della formula di gioco "uccido-chiunque-mi-impedisca-di-fare-quello-che-voglio". E non mi resta che sperare che Quantic Dream mantenga tutte le promesse, questa volta

domenica 7 febbraio 2010

se non lo sai, non sei n3rd


bentornati dopo molto, troppo tempo nella rubrica dedicata alle notizie più strane o importanti provenienti dal mondo dei videogiochi

  • Pioggia Pesante: ho già avuto modo di parlare, seppur brevemente di Heavy Rain, gioco prodotto internamente da Sony che potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa o un terribile flop, in ogni caso in questi giorni è uscita la demo (che sarà oggetto di un prossimo post), e fin qui tutto chiaro.... invece no, se non fosse stato per i siti di videogiochi più informati nessuno avrebbe potuto provare la demo, nascosta in un sito, tale Precint 52, dove dopo la registrazione si deve risolvere un enigma senza senso e senza soluzione apparente, ma fornita gentilmente da kotaku.com, una promozione pessima e mal studiata
  • Come non si può darle ragione?: tale Caressa Cameron, meglio conosciuta come Miss America si è pronunciata contro i videogiochi ricordando nostalgicamente i tempi in cui si facevano giochi immaginari con i bastoncini, ebbene si, i bastoncini....
  • Finalmente!: è uscito Dante's Inferno, e la mia casella di posta si potrà svuotare di tutti quegli odiosi aggiornamenti dei diari di sviluppo riguardanti ogni dannatissimo (ed è proprio il caso di dirlo) girone infernale
  • Deja'vu: Final Fantasy XIV (si sta ancora aspettando il XIII in mezzo mondo ma già si parla del prossimo) esisterà anche in versione 360, pare che Square Enix si diverta a deludere i cari fanboy PlayStation, che spereranno sempre in un'onesta azienda che preferisca i propri fedeli acquirenti ai guadagni, illusi...
  • 3, numero perfetto: parliamo ancora di Final Fantasy, stavolta il XIII, il titolo uscirà su Xbox 360 su 3 dischi...è assurdo, una confezione da mezzo chilo che donerà ai clienti la felicità e l'onore di doversi alzare dalla propria amata poltrona per cambiare disco e continuare a giocare, sperando sempre di non finire in una zona che richieda l'inserimento di un altro disco
tanti saluti dal vostro n3rd di fiducia, ancora convintissimo che Mass Effect sia un bel gioco ma da non comprare perchè la cover imbruttirebbe la mia collezione...
Regghy

mercoledì 3 febbraio 2010

Se non è arte questa....


voglio parlare di un gioco non molto noto al pubblico meno interessato ma di cui i nerd sono sicuramente a conoscenza, trattasi di "The Last Guardian", titolo esclusivo per PS3 sviluppato dal singolarissimo team Ico, una software house sotto la direzione di un tale Ueda, un vero e proprio artista del videogioco che ha dato i natali a Ico e Shadow of the Colossus, capolavori per PS2 consacrati nell'olimpo del mondo videoludico per l'atmosfera sognante e poetica dai tratti epici, basati su concept semplici, ma che immergono in mondi così inusuali e inaspettati in cui il giocatore si trova spaesato come se immerso in un sogno. La nuova creazione del team si è presentata con un trailer che nemmeno ha avuto il tempo di essere mostrato alla conferenza in prima assoluta che già era su youtube visibile all'intero popolo della Rete.
Il gioco tratterà dell'avventura di un bambino e del suo rapporto con una creatura che sembra fuoriuscita da un'antica leggenda, una storia dal gusto arcaico e fiabesco su cui pare che Sony investa molto. Potrebbe essere l'inizio di qualcosa, l'inizio del riconoscimento dei videogiochi come forma d'arte, in quanto frutto dell'ingegno umano, una forma d'arte giovane che forse pecca di ripetitività nei generi, ma che da totale spazio all'inventiva degli autori. Sempre più giochi vengono affidati sia alla cura di talentuosi artisti che si concentrano sull'aspetto estetico sia all'ingegno di scrittori che preparano trame man mano più evolute, che stanno cominciando a distaccarsi dai soliti canoni. Insomma è ora di concedere agli sviluppatori totale libertà espressiva, distaccandosi dall'etichetta di intrattenimento infantile e immaturo, ma di questo si parlerà più avanti...
Regghy