martedì 23 marzo 2010

Recensione Bioshock 2: Sea of Dreams

A 3 anni dall'uscita del primo capitolo, tanto bello quanto particolare e discusso, eccomi qui a descrivere, dopo un'accurata analisi, uno dei videogame più attesi di questo inzio 2010, quale appunto Bioshock 2: Sea of Dreams. Nel gioco vestiremo i panni di un gigantesco palombaro corazzato, un Big Daddy, che, risvegliato dopo 10 anni dalla sua disattivazione, nel tentativo di ricongiungersi con la sua protetta, la sorellina Eleanor, sarà l'ago della bilancia nello scontro che ci vedrò lottare contro la fottoressa Lamb per il controllo di Rapture. Proprio la città, Rapture appunto, sarà uno degli elementi più importanti dell'ambientazione: frutto del desiderio di libertà di Andrew Ryan, la metropoli, costruita sul fondo del mare, apparirà ancora diroccata ed in rovina, a causa della dipendenza da Adam, la sostanza in grado di modificare il DNA, che affligge tutta la popolazione e per la quale anni addietro si era combattuta una sanguinosa guerra civile. Proprio l'adam, e quindi i plasmidi, saranno l'elemento centrale di questo action\sparatutto poichè, oltre ad un vasto arsenale di armi di diverso genere, potremmo disporre dei nostri ricombinatori genetici per lanciare fuoco, ghiaccio o elettricità, nonchè usare la telecinesi e fare tantissime altre cose semplicemente schioccando le dita, rendendo quindi il gameplay vario e ben strutturato. Dal punto di vista tecnico, inoltre, il prodotto mantiene le qualità del primo capitolo, con grafica e sonoro eccellenti e giocabilità solo leggermente ostica all'inizio. Trattasi quindi di capolavoro?
No, purtroppo no: la trama, priva di sostanziali colpi di scensa (al contrario del predecessore, gioco a mio parere col miglior colpo di scena visto in un videogame sino a d oggi), può entusiasmare, ma per la sua complessità rischia di far abbandonare sin da subito il prodotto a chi non ha giocato al primo, sebbene non ci siano importanti collegamenti fra le due trame non spiegati; non sono state inoltre rimosse le camere della vita, che rendo il game over sostanzialmente impossibile (io ad ogni modo non me ne sono mai avvalso), e nel realizzare il prodotto si è incorso in banali errori come quello dei minigames di aggiramento tutti uguali. Il multyplayer, infine, risulta simpatico ma poco profondo o tattico, rendendosi così solo un'esperienza da provare in momenti di assoluta noia.

In conclusione: Bioshock 2 propone un interessante ritorno a Rapture 10 anni dopo gli avvenimenti del predecessore, introducento nuovi ed interessanti spunti al gameplay e permettendo una maggiore giocabilità potendo usare contemporaneamente armi e plasmidi; tuttavia la trama, priva del fascino del predecessore, unitamente ad un'ambientazione incomprensibile a chiunque non abbia giocato il primo capitolo, fa si che il gioco risulti sicuramente un buon titolo, ma non un capolavoro, e ne si consiglia quindi l'acquisto solo a tutti coloro che hanno già affrontato il primo Bioshock. Per tutti gli altri, invece, correte a comprare il primo, un gioco veramente meritevolte. Rapture vi sta aspettando: siete pronti a reincontrarla???
Voto: 8,1
Guybrush Frisus

Nessun commento:

Posta un commento