giovedì 18 marzo 2010

non sempre si cambia in meglio


anzi, troppo spesso abbandonare la propria strada porta a ineluttabili errori, e così ci ritroviamo un Final Fantasy XIII che della immortale serie porta solo il nome e qualche chocobo.
le recensioni della critica specializzata parlano chiaro, questo nuovo episodio non piace a nessuno, tanto che Edge ha rifilato al titolo un sensazionalistico 5, non del tutto errato.
Il gioco aveva creato attorno a se un hype incredibile, ha fatto notizia durante tutta la sua lunga gestazione negli studi di Square Enix, sviluppo travagliato da cambi di generazione (il gioco era inizialmente concepito per la PlayStation 2) e da strategie che hanno indispettito proprio l'utenza della console che ha dato i natali alla saga dei chocobo, nel momento in cui è stata annunciata l'uscita multipiattaforma si è sfiorata la rivolta popolare, sedata poi con le rassicuranti notizie dell'esclusiva sul Versus. Dopo l'infinita fase di costruzione, il gioco appare molto al di sotto delle aspettative, un avanzamento fin troppo lineare, e una totale inconsistenza del titolo al di fuori della missione principale, nonostante tutto è una gioia per gli occhi e la caratterizzazione del team e della trama trova pochi eguali nel panorama attuale.
Di veri errori non se ne trovano, ma il titolo appare come una definitiva conferma del sempre più evidente particolarismo dell'industria giapponese, che decide di completare giochi in tempi biblici (che spesso e volentieri nemmeno giungono a Ponente) incentrati sulla tecnica e aderenti a certi canoni spesso non comprensibili a noi occidentali. A decine sono gli esempi di giochi validi, che non escono dalla terra dei samurai, e molti sono i titoli che contando su facoltose software house alle spalle vengono completati nell'arco di vere e proprie ere in campo tecnologico, ma meglio non fare nomi...
Regghy

1 commento:

  1. Regghyyyy, am cosa mi combini in un blog di videogiochi???... ah si sono moro...

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